Dal '700 all'unità d'Italia - La Storia del Castello Aragonese (Ischia)
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Nella seconda metà del 1700, cessato il pericolo dei pirati, la gente cominciò ad abbandonare il castello, in cerca di una più comoda dimora nei vari comuni dell'isola per poter curare meglio le attività economiche principali: la coltivazione della terra e la pesca. Nel 1809 le truppe inglesi assediarono l'isolotto, sotto il comando francese, e la cannoneggiarono fino a distruggerla quasi completamente. Nel 1823 Ferdinando I, re di Napoli ed esponente della dinastia borbonica, allontanò gli ultimi 30 abitanti, riconvertì la fortezza a luogo di pena per gli ergastolani e trasformò le stanze in alloggi per le guardie carcerarie. Fu così che il castello divenne, a partire dal 1851, prigione politica per gli oppositori al regime borbonico, tra i quali Carlo Poerio, Luigi Settembrini, Pironti e Pasquale Battistessa. Nel 1860, con l'arrivo di Giuseppe Garibaldi a Napoli, Ischia fu annessa al Regno d'Italia e il carcere politico fu soppresso. L'8 giugno 1912 l'amministrazione del demanio, con trattativa privata, pose il Castello Aragonese in vendita all'asta. l'isola fu gestita da privati, che ne curarono i restauri e la gestione. Ora il castello è aperto al pubbilico e adesso è una meta turistica
Vedi anche: Presentazione - Le Origini - La Nuova Struttura - Caratteristiche